Conosciuto anche come Zolotoy Borago in Russia.Una varieta' antica, russa, molto produttivo, trovato al Bird Market di Mosca è di colore giallo di 200-350 grammi, rotondo, oblato, produce decisamente presto per un pomodoro così grande.Il suo sapore è impressionante: è molto più delizioso di altri pomodori gialli, essendo dolce con un pizzico di sapore di agrume.Questa varietà ha un buon equilibrio acido per la sua dolcezza fruttata che consegue in un gran numero di robusti sapori complessi. Una grande varietà adatta alle regioni costiere, e climi caldi e freddi. Produce bene tutta la stagione. 65 giorni.
giovedì 11 luglio 2019
mercoledì 26 giugno 2019
ORTO 2019 ZUCCA ACORN
La zucca Acorn è una antica varietà coltivata dagli indiani del Nord Dakota,
ogni zucca pesa circa 1 kg.
Questa zucca fa parte delle famiglia della cucurbita pepo, esistono varietà verdi, bianche, crema, striate e gialle;caratterizzata dalla forma a ghianda, con 10 costolature longitudinali. Sono zucche molto apprezzate nella cucina americana, per la preparazione di dolci, complice l’aroma di nocciola (qualcuno dice carciofo) e l’invitante polpa giallo crema.
ogni zucca pesa circa 1 kg.
Questa zucca fa parte delle famiglia della cucurbita pepo, esistono varietà verdi, bianche, crema, striate e gialle;caratterizzata dalla forma a ghianda, con 10 costolature longitudinali. Sono zucche molto apprezzate nella cucina americana, per la preparazione di dolci, complice l’aroma di nocciola (qualcuno dice carciofo) e l’invitante polpa giallo crema.
giovedì 20 giugno 2019
ORTO 2019 ZUCCHINO DEFENDER F1
Questa è una grande varietà di zucchine con un'alta resa, a cespuglio . È resistente al virus del mosaico.
Seminare da fine aprile a inizio giugno, distanziati tra 60-120 cm per 90-150 cm. Raccolto da luglio in poi.
lunedì 17 giugno 2019
ORTO 2019 ZUCCHINO GENOVESE
Famiglia: Cucurbitacee
Specie: Cucurbita pepo
Origine: America centrale Asia Sud-Ovest
CLIMA: ottimale per la crescita 25-30°C - minima 15°C - fotoperiodo lungo - esposizione soleggiata.
SEMINA: luna crescente - si può effettuare o la semina a postarelle, cioè 2-3 semi in una buchetta, o la semina a fila continua, sia nel primo che nel secondo caso dopo la nascita, 20-30 giorni dalla semina, si procede al diradamento lasciando due piante per metro quadro.
Specie con pianta invasiva, fusto strisciante, monoica, fiori unisessuali grandi, fiori maschili (di dimensioni maggiori) e femminili separati ma sulla stessa pianta. Le radici secondarie sono molto ramificate e superficiali pertanto necessita di una buona irrigazione. Coltivata in asciutto presenta frutti più piccoli e tende ad ammalarsi. Pianta soggetta ad oidio facilmente contrastabile con trattamenti a base di zolfo nativo autorizzato nell'agricoltura biologica. La maturazione dei frutti avviene in modo continuo ed è condizionata dalla irrigazione, più acqua più frutti. Le piante più anziane tendono ad ammalarsi pertanto è consigliata una semina scalare, ripetuta nel tempo, in modo da avere sempre piante giovani.
Le sementi di questa varietà sono state acquistate da Finazzi Pier Antonio.
Le sementi di questa varietà sono state acquistate da Finazzi Pier Antonio.
ORTO 2019 ZUCCHINA CROOKNECK
Zucchina Crookneck (curcubita pepo): fantastica ed antica varietà dal Regno Unito. Molto produttiva e facile da coltivare, grazie a rusticità e precocità. La pianta ha portamento cespuglioso, non è eccessivamente vigorosa.
Va consumata come una qualunque zucchina, quando è ancora immatura. Per salvare i semi invece aspettate che arrivi a maturazione, quando il colore diventa arancione acceso.
Essendo molto precoce è adatta alle stagioni corte, e la sua resistenza alle malattie fungine ci permette di coltivarla anche in climi piuttosto umidi. Esigenza idrica nella media.
la varietà Crookneck (a collo d'oca) è affine alla cultivar detta "rugoso friulano".
Va consumata come una qualunque zucchina, quando è ancora immatura. Per salvare i semi invece aspettate che arrivi a maturazione, quando il colore diventa arancione acceso.
Essendo molto precoce è adatta alle stagioni corte, e la sua resistenza alle malattie fungine ci permette di coltivarla anche in climi piuttosto umidi. Esigenza idrica nella media.
la varietà Crookneck (a collo d'oca) è affine alla cultivar detta "rugoso friulano".
ORTO 2019 ZUCCHINO A TROMBETTA DI ALBENGA
Famiglia Cucurbitacee (cucurbita moschata)
Si coltiva come gli altri zucchini, ma addossato a pergole, reti o sostegni alti 150-180 cm. Per gustare la tenerezza e il sapore delizioso si raccoglie quando il frutto è lungo 20-30 cm circa ed è al massimo della bontà; quando il frutto è lungo 15-20 cm può anche essere consumato crudo. I frutti maturano scalarmente per tutta l’estate, consentendo il consumo e la vendita per un lungo periodo e sono di ineguagliabile dolcezza e tenerezza. Lasciati sulla pianta raggiungono un metro di lunghezza.
La zucchina trombetta di Albenga, comunemente chiamata zucca trombetta o più semplicemente trombetta, è una delle tante varietà di zucca coltivate a scopo alimentare negli orti familiari e da alcuni anni coltivata anche da agricoltori in apprestamenti protetti quindi con una produzione molto precoce al pari dello zucchino di serra.
Il riferimento agli orti famigliari è valido per tutta la Liguria dove la "trombetta" è conosciuta da tempo, e per il basso Piemonte dove è stata introdotta in tempi più recenti; mentre la coltivazione vera e propria, in serra , viene effettuata soprattutto nella piana albenganese (e nel suo entroterra) e in qualche altra località del savonese, con alcuni isolati casi di coltivazione in serra anche nell'imperiese.
Deve il suo nome alla forma solitamente allungata del frutto ed al fatto che, crescendo allo stato spontaneo, adagiata sul terreno senza tutori, esso tende a ritorcersi di 360° a mo' di tromba. Il fatto poi d'avere l'apice del frutto ingrossato (in esso ha sede l'ovario) contribuisce ancor più a dare l'idea di una tromba.
La "trombetta", così come la si conosce sui mercati, non è ritorta poiché la sua forma di allevamento più indicata è il pergolato: il frutto crescendo tende ad allungarsi verso il basso. Pertanto alla raccolta risulta rettilineo o quasi.
La sua commercializzazione avviene, come per lo zucchino, a frutto immaturo nel momento dell'antesi, quando risulta più appariscente (con il fiore aperto) ma anche più tenero per il consumo anche a crudo.
domenica 26 novembre 2017
I BONSAI
"Bonsai" è la lettura giapponese dei due kanji 盆栽: il primo (bon) significa "bacinella", "ciotola", mentre il secondo (sai) significa "piantare".
L'arte giapponese dei bonsai si è originata da quella cinese del penzai (o penjing). A partire dal secolo VI, l'organico dell'ambasciata e gli studenti buddisti giapponesi ritornarono dalla Cina con dei vasi. Almeno 17 missioni diplomatiche sono state mandate dal Giappone alla corte Tang dal 603 all'839.
La tecnica bonsai, nata in Cina e modificata in Giappone applicando alle piante coltivate i canoni della propria estetica influenzata dallo Zen, è legata a quello che gli Orientali chiamano seishi: l'arte di dare una forma, di coltivare, il praticare le tecniche più svariate sempre nel rispetto della pianta. I bonsai sono dunque natura viva, piccoli alberi che malgrado le dimensioni contenute esprimono tutta l'energia che è racchiusa in una pianta grande.
I bonsai possono essere da interno, cioè piante di origine tropicale che devono essere tenute in casa d'inverno e da esterno cioè piante che possiamo tenere all'esterno anche se è meglio proteggerle dal gelo.
La coltivazione Bonsai
Per prima cosa bisogna avere a disposizione una pianta, si può comprare un prebonsai (materiale da lavorare che deve essere potato e legato con il filo) oppure si può ottenere attraverso differenti tecniche di coltivazione (es. margotta o talea). Tuttavia è molto importante che si scelga una specie che si adatti alle proprie condizioni ambientali. Hai una gran voglia di tenere le piante all’interno (ciò limita la tua scelta alle specie subtropicali che sopravvivono all’interno) o ti piacerebbe tenere i tuoi Bonsai all’aperto? Nel secondo caso, la maggior parte delle specie non tropicali cresceranno perfettamente finché saranno protette sia dagli intensi raggi solari sia dalle temperature più fredde. Una scommessa sicura consiste nella scelta di specie autoctone.La cura
Una parte fondamentale delle informazioni sulla coltivazione del Bonsai riguarda il suo mantenimento e la sua cura. Sebbene ogni tipo di pianta abbia delle specifiche linee guida per la sua cura, in questa sezione vi illustrerò alcune regole di base, partendo dall’innaffiatura.La frequenza dell’innaffiatura dipende da un’ampia varietà di fattori, inclusi la specie della pianta, la usa dimensione e il clima. L’annaffiatura troppo abbondante può provocare il marciume radicale, che rappresenta una delle maggiori cause di morte dei Bonsai. Tuttavia, poiché alcuni Bonsai si trovano in vasi molto piccoli, possono seccare molto facilmente. Scegliere la giusta composizione del terriccio e rinvasare regolarmente (fare attenzione che il terriccio non diventi troppo compatto altrimenti la pianta farebbe fatica ad assorbire l’acqua correttamente) permettono alla pianta di vivere in piena salute. Un’importante regola per annaffiare correttamente consiste nel controllare con che frequenza l’albero deve essere bagnato e nell’annaffiarlo abbondantemente (assicurati che il terreno assorba l’acqua correttamente).
Oltre all’annaffiatura e al rinvaso, anche la concimazione è molto importante. Dato che gli alberi si trovano in piccoli vasi, con scarsa disponibilità di spazio e di nutrimento, devono essere concimati con regolarità per rimanere in salute. Ancora una volta, le quantità e la frequenza delle concimazioni dipendono dalle specie della pianta. La marca o il tipo di concime (liquido o solido) non sono così importanti, purché si faccia attenzione a somministrare delle dosi minori rispetto a quelle che le piante normali richiedono.
Potete creare il vostro bonsai con qualsiasi albero che avete in giardino facendo una margotta o una talea, per esempio con ulivo, un melograno, un melo, un gelso ecc....
L'obiettivo finale della coltivazione di un Bonsai è creare una rappresentazione miniaturizzata ma realistica della natura nella forma di un albero. I Bonsai non sono piante geneticamente nane, infatti, tutte le specie di alberi possono essere utilizzate per la coltivazione.
Diverse classificazioni di Bonsai sono state proposte, e sebbene le classificazioni sulle esatte dimensioni siano controverse, aiutano a comprendere gli aspetti estetici e botanici dei Bonsai. Le classificazioni sono originariamente basate sul numero di uomini necessari per sollevare la pianta.
Le classificazioni delle dimensioni, in misura crescente
- Keshitsubo: 3-8 cm
- Shito: 5-10 cm
- Mame: 5-15 cm
- Shohin: 13-20 cm
- Komono: 15-25 cm
- Katade-mochi: 25-46 cm
- Chumono / Chiu: 141-91 cm
- Omono / Dai: 76-122 cm
- Hachi-uye: 102-152 cm
- Imperial: 152-203 cm
La frequenza con la quale un Bonsai deve essere rinvasato dipende dalla dimensione del vaso e dalla specie dell’albero. Gli alberi a crescita rapida hanno bisogno di essere rinvasati ogni due anni (a volte anche ogni anno), mentre quelli più vecchi e maturi devono essere rinvasati entro un periodo compreso tra i 3 e i 5 anni. Non rinvasare secondo uno schema, ma controlla i tuoi alberi a inizio primavera, rimuovendolo con cura dal vaso. Un Bonsai ha bisogno di essere rinvasato quando le radici circondano il sistema radicale. Quando le radici sono ancora contenute nel terreno, aspetta un altro anno prima di controllare di nuovo.
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